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April 19 Notizie aggiornateCOMUNICATO STAMPA ORSO JJ3 UCCISO, LIPU: UN ATTO VIOLENTO E INSENSATO. “DECISIONE DISCUTIBILE ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ETICO E CULTURALE” La LIPU condanna con fermezza l’uccisione dell’orso JJ3 avvenuta ieri sera in Svizzera. Appartenente a una specie ad alto valore simbolico ed ecologico, l'esemplare abbattuto era il fratello di Bruno, l'orso ucciso in Germania nei mesi scorsi. "Un atto esecrabile, violento e insensato, che francamente lascia interdetti – dichiara Elena D’Andrea, Direttore Generale LIPU-BirdLife Italia - Molte erano le alternative che le autorità svizzere avevano a disposizione e che tuttavia, per qualche ragione che sfugge, hanno preferito ignorare, pur consapevoli degli sforzi promossi in altre aree per salvaguardare la specie cui l'orso apparteneva".
COMUNICATO STAMPA BIODIVERSITA’: LE MINACCE ARRIVANO DA STRADE E AUTOSTRADE. PRESENTATO RAPPORTO LIPU SU INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO E FAUNA SELVATICA. “BUONE INIZIATIVE LOCALI, MA IN ITALIA MANCANO ANCORA LEGGI, REGOLAMENTI E LINEE GUIDA” Sottopassi, ponti e tunnel per aiutare gli animali selvatici. E’ il Friuli Venezia Giulia la regione italiana più verde, secondo il primo rapporto LIPU sullo stato dell’arte in tema di impatti delle infrastrutture di trasporto sull’habitat e sulla fauna selvatica in Italia, presentato questa mattina a Nyíregyháza, in Ungheria, in occasione del meeting delle IENE (Infra-Eco-Network-Europe), la rete di collaborazione a livello europeo più autorevole sul tema della frammentazione degli habitat causata da strade, autostrade e ferrovie, una delle più importanti minacce alla tutela della biodiversità in Europa e nel mondo. Negli ultimi 25 anni - ha sottolineato nel suo intervento Marco Dinetti, responsabile Ecologia Urbana LIPU e coordinatore per l’Italia della rete IENE - i movimenti di passeggeri e merci in Europa sono più che raddoppiati, e le previsioni al 2025 parlano di un +150/200% di traffico rispetto al 1993. Le politiche UE sulla rete di trasporto (espresse dalla “TEN-T”) porteranno alla realizzazione di 30 direttrici internazionali, ed entro il 2020 vi saranno sul suolo europeo 90mila chilometri di strade e 94mila di ferrovie. Solo in Italia nell’impatto contro veicoli muoiono ogni anno oltre 1,5 milioni di animali selvatici tra piccoli ricci (le vittime più frequenti di incidenti) anfibi e uccelli, in particolare rapaci (Civetta e Barbagianni i più a rischio), cui si aggiungono animali di grande taglia come ungulati, lupi e orsi, che creano pericoli anche alla vita delle persone coinvolte negli scontri. In Italia sono presenti 26 tra autostrade e superstrade che costituiscono una barriera invalicabile per mammiferi, rettili, anfibi e invertebrati terrestri. Nonostante l’Italia sia più arretrata rispetto a molti altri Paesi europei nel settore delle strutture che riducono l’impatto sulla biodiversità delle infrastrutture di trasporto, stanno nascendo anche nel nostro Paese sempre più iniziative volte a contrastare il fenomeno. Leader delle regioni è il Friuli Venezia Giulia, che con quattro ponti verdi lunghi fino a 800 metri, 4 tunnel e 50 sottopassi per la fauna selvatica detiene la palma della regione più verde in Italia in fatto di infrastrutture ecologiche volte ad aiutare mammiferi, rettili, anfibi ad attraversare in sicurezza autostrade, ferrovie e strade. Altro esempio di eccellenza è il Parco Regionale lombardo del Ticino, che ha realizzato ecodotti, ponti verdi e corridoi ecologici costruiti in occasione dell’inaugurazione dell’aeroporto di Malpensa 2000. Il parco ha inoltre costruito condotti a uso misto faunisticp/pedonale, come il “Ponte del Gabibbo”, lungo 40 metri che utilizza un cavalcavia stradale in disuso collocato dentro a un bosco, e un ponte paesistico di oltre 500 metri costruito per realizzare un corridoio sopra una superstrada. "Nonostante le numerose iniziative adottate a livello locale – ha spiegato Marco Dinetti della LIPU - – mancano in Italia leggi, regolamenti e linee guida tecniche specifiche che portino all’adozione sistematica di misure utili a mitigare gli impatti delle infrastrutture sulla biodiversità. A fianco delle reti tecnologiche, formate da strade, ferrovie ma anche da canali, elettrodotti e insediamenti – ha concluso – occorre promuovere reti ecologiche, favorendo così la permeabilità delle infrastrutture e la connessione tra ecosistemi". Parma, 10 aprile 2008 March 28 NON MOLLO MAIARTICOLO USCITO SUL GIORNALE IL CITTADINO DI LODI
March 27 TI ODIO TU CHE PORTI LA MIA PELLE![]()
Gli allevamenti da pelliccia Questo tipo di allevamento è da considerarsi intensivo. Gli animali vengono allevati in gabbie strette ed anguste adatte al risparmio di spazio e per l'allevatore, ma sopratutto evita il movimento dell'animale che potrebbe rovinare la pelliccia. Chiusi in piccole gabbie, costretti a muoversi su superfici innaturali che spesso portano al ferimento delle zampe (reti metalliche), isolati dai loro simili, alimentati in maniera innaturale. La loro vita è molto breve (il tempo necessario perchè la loro pelliccia sia utilizzabile) e non essendo animali destinati all'alimentazione umana le loro carni non vengono sottoposte a controlli. Il che permette agli allevatori di utilizzare composti chimici e farmacologici in grado di tenere in vita gli animali anche se in condizioni così assurde. Nonostante ciò il tasso di mortalità negli allevamenti è spesso alto. Le cattive condizioni di allevamento si ripercuotono sui loro comportamenti che presentano: ripetizioni ossessive di gesti, aumento dell' aggressività, aumento della paura, stato di profonda apatia, comportamenti isterici o autolesionisti come spezzarsi i denti mordendo la gabbia. Altra tecnica di allevamento particolarmente cattiva è quella di esporre, in inverno, gli animali al freddo per far si che sviluppino una pelliccia più folta. La loro uccisione può avvenire sia con il gas che con l'elettricità non essendo protetti da nessuna legge a riguardo. Nel caso di soffocamento da gas gli animali vengono chiusi in gabbie di legno collegate allo scarico di una macchina agricola (in genere). Nel caso di morte con elettricità due elettrodi vengono inseriti nella bocca e nell'ano e vengono trattenuti con delle pinza mentre la scarica elettrica li uccide. Altre tecniche brutali sono: rottura delle ossa cervicali, colpo alla nuca, colpo contundente al muso, iniezioni. In paesi quali la Cina e la Thailandia i cani (pastori tedeschi, chow-chow, ma anche semplici meticci) vengono sgozzati per strada, fatti morire per dissanguamento o colpiti a morte con dei randelli, mentre i gatti vengono spesso impiccati con cappi metallici. I visoni di Castel di Sangro, come tutti gli altri animali "da pelliccia", hanno come unico riparo la tettoia di un capanno poiché devono essere esposti d'inverno forzatamente al vento e al freddo per infoltire il manto, mentre d'estate patiscono il caldo e l'afa. Nati in primavera, verranno uccisi in inverno, all'età di 7-8 o 9 mesi. Un allevamento medio di 2000 visoni consente un guadagno minimo di 40-80 mila euro l'anno. Le spese di gestione sono ridotte al minimo: non c'è assistenza veterinaria, il cibo è economico, la struttura è quasi sempre spartana e composta da una semplice tettoia. March 24 SIAMO ALLE SOLITE Nel anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo lego' ad una corda corta ad un muro di una galleria d'arte e lo lascio' morire lentamente di fame e di sete: Durante parecchi giorni, l'autore di questa orribile crueltà e i visitatori di questa galleria d'arte erano spettatori impassibili alla agonia del povero animale, fino a quando finalmente mori' per inanizione, sicuramente dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario. ![]() ![]() Ti sembra forte ???Quello non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo era arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in fortuna Biennale in 2008. OSTACOLIAMOLO!!! Firmate qui: http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html, non bisogna pagare, né registrarsi, né niente pericoloso, e vale la pena, per inviare una petizione e che questo uomo non sia congratulato né chiamato 'artista' per tanto crudele atto, per simile insensibilità e piacere col dolore altrui. È molto facile, tarda 10 secondi e è sicuro, se perdiamo il tempo rinviando sciocchezze che nessuno si crede, bene possiamo dedicare un po' di quello tempo a cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà di questo, ed altri, sadico e ripugnante 'essere umano': RINVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI, PER FAVORE. Pd: se metti il nome del 'artista' in Google escono le foto da questo povero animale, e ti usciranno sicuramente anche pagine web dove potrai contrastarlo e vedere che è verità. March 11 FATTI DEL GIORNO![]() Baltico senza ghiaccio Strage di piccole foche
Caldo A causa del clima caldo, i ghiacci del Baltico si sciolgono
preococemente e i cuccioli di foca, costretti a entrare in acqua
troppo preato, non sopravvivono.
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BERLINO-
Non bastavano i cacciatori armati di bastone, ora i cuccoli di foca
devono temere anche la distruzione del loro stesso habital
a causa del clima caldo.
NESSUN SOPRAVVISSUTO
A causa dello scioglimento massiccio dei ghiacci nel mar Baltico
si sta assistendo ad una vera strage di piccole foche.
L'allarme è del Wwf " la situazione è drammatica-
ha detto Cathrin Munster, portavoce della sede tedesca
dell'organizzazione ambientalista-
In alcune regioni non sopravviverà sicuramente
neanche un piccolo dri cuccioli nati nelle ultime settimane".
LA PHOCA HISPIDA
La morte delle foche è l'ennesima prova del cambio climatico
che riguarderà in modo particolare il mar Baltico,
dove quest'anno è stato registrato L'inverno più caldo
degli ultimi 300 anni.
Maggiormente interessata dal fenomeno è la foca dagli anelli
( Phoca Hispida)
specie protetta e in pericolo di estinzione:
secondo il Wwf, ne rimangono tra le 7.000 e le 10.000
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IN ACQUA TROPPO PRESTO
Questa foca, che partorisce tra febbraio e marzo tra i ghiacci
del mare Artico, nutre per due mesi il suo piccolo con un latte ricco di grassi
Poichè il disgelo si produce in modo troppo rapido,
i cuccioli sono costretti a entrare in acqua prematuramente,
quando non hanno ancora maturato lo strato si grasso
sufficente a protegerli.
Così muoiono di fame e di freddo.
La moria di foche da gli anelli avviene soprattutto sulla costa
sud- occidentale della Finlandia, nel golfo di riga
dove quest'anno non c'è stato un sufficente congelamento delle acque.
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